Canais,

            mi rivolgo così a Voi perché per me non siete i Canais di una volta, ma quelli di oggi. Mi spiego. Sono il papà di un ragazzo che frequenta la scuola di Meduno ed ho avuto modo di apprezzare e ammirare la Vostra opera e il Vostro entusiasmo. Già, proprio per questo Vi chiamo canais di oggi, perché avete un entusiasmo nel Vostro impegno che deve essere di esempio proprio per i nostri ragazzi.

DirVi grazie è nulla in confronto a ciò che fate per mio figlio e per i suoi compagni. La vostra presenza li protegge anche quando loro fanno di tutto per mettersi in pericolo. Il Vostro esempio lascerà in molti di loro una scintilla positiva.

E’ vero che adesso non solo non Vi ringraziano, ma addirittura, lo so bene, Vi rispondono in modo maleducato e non ubbidiscono ai Vostri giusti richiami, ma i ragazzi purtroppo sono sempre peggio, sicuramente anche mio figlio. Un tempo c’era almeno un po’ di rispetto formale verso gli adulti, adesso che la forma, la scorza superficiale se n’è andata non è rimasto nulla. Però, attenzione: non per tutti è così. Come al solito i maleducati si fanno notare di più, ma ci sono anche quelli che Vi apprezzano, che sono veramente contenti di vederVi e di trovarVi fuori dalla scuola.

Mio figlio, che come ho già detto, sembra uno di quelli ai quali non importa nulla della Vostra presenza e addirittura sono infastiditi dai richiami, tempo fa è venuto a casa e mi ha raccontato che, secondo lui, l’intervento di uno di Voi aveva evitato ad un ragazzo di essere messo sotto da una macchina. Allora gli ho detto: “Vedi che sono utili?” Mi ha risposto: “Lo so, sono più che utili, ma anche le medicine indispensabili, certe volte è noioso prenderle.”

Ecco, dietro la reazione di apparente fastidio, c’è la coscienza dell’importanza di quanto fate.

Spero di non averVi annoiato con le mie considerazioni; ero partito per dirVi solo grazie e mi sono fatto prendere la mano.

Spero, un giorno, quando gli impegni di lavoro saranno cessati, di venire con Voi per essere ancora uno dei canais pieni di entusiasmo che rendono viva una comunità. Sono le persone come Voi che trasformano un gruppo di persone che vivono nello stesso luogo in una comunità di uomini.

                             Con un grazie di cuore Vi saluto affettuosamente

 

                                                                      Un papà

 

 

 

Scuola di Meduno, 13 settembre 2004